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Infuso o decotto: come scegliere?
GLI IDROLITI Si tratta di preparazioni Erboristiche Tradizionali nelle quali si utilizza il veicolo più  affine a noi: l’acqua. È ormai provato che molti principi attivi vegetali presentano un effetto farmacologicamente rilevabile se assunti e veicolati nel mezzo acquoso. L’acqua con la sua particolare struttura molecolare è il solvente universale che riesce a vincere legami chimici che sarebbero inattaccabili. l’idrolito è un’estrazione di fitocomplesso da pianta secca, triturata finemente, per mezzo dell’acqua in infusione, decozione, macerazione, o digestione.

  • Per macerazione si intende un’estrazione da parti tagliate finemente di una o più piante in acqua fredda per un periodo prolungato, svariate ore o anche tutta una notte.
  • La digestione consiste invece in un’estrazione da piante tritate con acqua calda per più ore.

L’INFUSO si prepara versando acqua bollente su piante triturate finemente e lasciate a contatto per un periodo che va da pochi minuti a qualche ora. In generale si pone la distinzione tra  –  infuso aromatico, tempo di infusione massimo 15 minuti, si consuma per il piacere di gustare i profumi delle erbe; – infuso terapeutico è caratterizzato da un’infusione prolungata che va dai 20 minuti a 2 ore a seconda della pianta.

Per questo tipo di preparazione si utilizzano organi vegetali delicati come i fiori e foglie poco consistenti. Con poche eccezioni che riguardano alcune piante aromatiche come l’alloro che ha foglie mediamente coriacee ma che tuttavia si utilizza in infusione. Solitamente il rapporto droga solvente è di 5 gr per 100 ml di acqua; ma se dobbiamo estrarre principi attivi particolarmente “vivaci” la percentuale deve essere ridotta al 1-2%. A seconda della pianta che si utilizza si possono aggiungere sostanze come il bicarbonato che facilita la biodisponibilità del principio attivo che caratterizza la pianta stessa, come l’arbutina nel caso dell’Uva Ursina. Solitamente si sceglie acqua poco carica di metalli alcaliniterrosi (residuo fisso). L’infuso è una preparazione estemporanea che va consumata calda o tiepida.

LE TISANE sono soluzioni medicamentose di fitocomplessi disciolti in acqua, derivanti da più piante officinali miscelate insieme. Definite anche POZIONI [dal latino potio -onis, der. del tema di potus,  potare: Medicamento liquido, zuccherato, aromatizzato, che di solito si somministra a cucchiai; è costituito da un veicolo o solvente (acqua, decotto, infuso, ecc.) in cui viene sciolta la sostanza medicamentosa con aggiunta di correttivi (sciroppi, acque aromatiche, ecc.]  La composizione di una tisana segue dei canoni ben precisi, essa deve contenere delle droghe fondamentali ad ognuna delle quali compete una funzione specifica. Lo schema base per la corretta formulazione di una tisana è quello basato sullo schema di Shavemberg e Paris: 

  • da 1a 3 piante che costituiscono il rimedio base (Remedium Cardinale) che costituiscano circa il 60% della tisana;
  • da 1a 2 piante utilizzate come adiuvanti (Adiuvans, 20%) per rinforzare e completare l’azione farmacodinamica del rimedio di base;
  • Si prosegue con una pianta utilizzata come complemento (Constituens). È una droga che viene aggiunta per migliorare l’aspetto e conferire una tessitura gradevole (10%);
  •  Ed infine i correttori (Corrigens 10%) sono piante utilizzate per migliorare le caratteristiche organolettiche del rimedio e facilitarne l’assunzione, di solito si tratta di droghe aromatiche.

IL DECOTTO Per questa preparazione si utilizza sempre acqua fredda nella quale si introducono piante, di solito secche, che saranno sottoposte ad ebollizione più o meno prolungata, cui farà seguito una più o meno prolungata induzione. I tempi variano in base alla pianta scelta e alla natura chimica delle sostanze che si intende estrarre dalla pianta stessa; generalmente varia dai 2 ai 30 minuti, mentre l’infusione dai 2 ai 15 minuti. Si utilizzano droghe molto coriacee come radici, cortecce, legni e foglie dure che devono essere contusi per permettere un contatto maggiore della superficie vegetale con l’acqua. Ma anche in questo caso vi sono delle eccezioni; l’equiseto ad esempio è una pianta dall’aspetto delicato, ma va utilizzata in decozione per riuscire ad estrarre il silicio in essa contenuto. Anche alcune sommità fiorite si adoperano in decozione pur essendo organi delicati. Il rapporto droga solvente è solitamente di 1-2% ogni 100 ml di acqua. La posologia generica è di una tazza pro dose 2 -3 volte al dì. Si filtra ancora caldo per evitare la precipitazione di determinati principi attivi, e si consuma in maniera estemporanea proprio come l’infuso.


BUONA TISANA A TUTTI!!

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